Quasi tutti abbiamo avuto almeno un criceto nella nostra famiglia, ma pochi conoscono la loro provenienza.
Qual è la loro storia? Nel 1930, nel deserto del Sahara alcuni ricercatori trovarono una famigliola di questi animali. Li portarono con sé e li allevarono in laboratorio: erano piccini, docili e facili da accudire.
Da quel gruppo sono nati quasi tutti i criceti dorati che conosciamo oggi.
Negli anni, i criceti hanno lasciato i laboratori per entrare nelle case delle persone, portando simpatia e tenerezza. Occupano poco spazio e non sono impegnativi dal punto di vista della cura.
La nutrizione dei criceti prevede semi e cereali, piccole porzioni di frutta e verdura fresca (mela, carote, insalata, broccoli) e proteine animali, come tarme della farina e uovo sodo, una o due volte a settimana. E, naturalmente, acqua fresca ogni giorno.
Poiché sono animali notturni, solitari e territoriali facilmente dormono di giorno e sono più attivi di notte, scavando tunnel, correndo e sgranocchiando. Bastano poche semplici attenzioni per far sì che vivano bene, ecco perché tante persone decidono di accoglierne in casa anche più di uno.
Non è difficile affezionarsi ai criceti, perché da piccoli animali del deserto sono diventati animali da compagnia. Per questo motivo, al momento dell’addio, in molti scelgono di farli cremare e di custodire le loro ceneri a casa. È un modo per sentirli ancora vicini.